duetti d’amore
5 giugno 2009
mirandajunior
vi segnalo questo bellissimo articolo tratto dal Sole 24 Ore:
Partono subito grandi applausi appena entra in palcoscenico Mikhail Baryshnikov. Battimani durante lo spettacolo e travolgenti ovazioni finali all’Auditorium Conciliazione di Roma. E non poteva essere diversamente per una delle leggende viventi della danza. Dimenticate però virtuosismi e acrobazie mozzafiato. Perché, è chiaro, non è più il principe del repertorio classico. A sessant’anni Micha ha ancora gommosità, stile, musicalità, e soprattutto un dono ineffabile di presenza in scena. La sorprendente assenza di tracce del tempo ne descrivono l’unicità, il carisma anomalo e lontano dalla bellezza sinistra di Nureyev, l’artista a cui è sempre stato accomunato – per radici, formazione al Kirov di San Pietroburgo, destino di transfuga – e spesso contrapposto. Eccolo ancora in forma e riproporsi con un’operazione, diciamolo pure, commerciale, seppur di qualità, che da un anno gira il mondo. Insieme ad un’altra carismatica danzatrice, la spagnola Ana Laguna, gloriosa musa e moglie dello svedese Mats Ek del Cullberg Ballet, sono i protagonisti di “Three solos and a duet”, quattro brani di tre coreografi di oggi.
“Valse fantasie” di Alexei Ratmansky è un velocissimo assolo introduttivo in cui Baryshnikov si muove in una pantomima di stampo romantico sulla musica del russo Glinka. Un’altra solitudine è quella di “Solo for two” con Ana Laguna nella coreografia di Mats Ek. Sul celebre brano musicale di Arvo Pärt “Für Alina”, è lei ad attendere e vagheggiare l’uomo amato che appare solamente come un’ombra dietro una parete nera e, fugacemente, alla fine del breve pezzo dileguandosi. Si ritorna a Micha con “Years later”, un ritratto ironico del danzatore adulto e con qualche acciacco che duetta con se stesso adolescente nel filmato su grande schermo dove lo vediamo, giovanissimo, eseguire magnifici esercizi nella sala prova del teatro pietroburghese. Eppure possiede ancora purezza e precisione. A dispetto del fisico minuto e poco appariscente, ancora guizza, rimbalza, scatta, si stira e s’allunga. Come anche la sua partner. Lo si constata per entrambi soprattutto nel pezzo più bello della serata, “Place”, creato appositamente per la coppia, in cui la coreografia di Ek scava negli stati d’animo di una relazione complessa. Il rapporto di due coniugi di mezza età che cercano di superare la routine affettiva, tra fragilità e aggressività. In un rettangolo di luce, un tavolo e un grande tappeto che diventa prato o lenzuolo, sono gli oggetti del loro perimetro esistenziale. Dove entrano da soli o insieme, da cui scappano e, cercandosi, vi ritornano. Sono i dettagli del movimento a fare la differenza, l’intimità psicologica che esprimono, che però appartengono più alla cifra della Laguna che allo stile di Micha (cresciuto, d’altronde, alla dance-modern americana, senza avere assimilato la grammatica della danza europea). Ma insieme sembrano completarsi, marcare due mondi e due personalità.
“Three solos and a duet”, interpreti Mikhail Baryshnikov e Ana Laguna, coreografie di Mats Ek, Benjamin Millepied, Alexei Ratmanskj. Dopo l’Arcimboldi di Milano lo spettacolo è all’Auditorium Conciliazione di Roma per “Tersicore 2009″, e sarà al Teatro Petruzzelli di Bari il 30 e 31 maggio, al Teatro Strehler di Milano dal 16 al 18 giugno, al teatro Rossini di Civitanova Marche per il Festival CivitanovaDanza il 21 giugno.
http://ilsole24ore.com
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